La certificazione di genere per le imprese e la figura professionale del gender equality officer

L’Italia  si è dotata di una misura che interviene in modo concreto e diretto sulla partecipazione delle donne nel mercato del lavoro, sulla riduzione del gender gap attraverso la creazione di un sistema nazionale di certificazione della parità di genere che dovrà migliorare le condizioni di lavoro delle donne anche in termini qualitativi, di remunerazione e di ruolo e promuovere, al tempo stesso, la trasparenza sui processi lavorativi nelle imprese, con vantaggi fiscali e premiali per le imprese, nei bandi e negli appalti,  e, quindi, con risultati tangibili di crescita e di sviluppo per tutti.

La certificazione di genere per le imprese è stata introdotta con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), nella Missione 5 “Inclusione e Coesione”.

L’inclusione sociale rappresenta uno dei tre assi strategici del PNRR. La realizzazione e la garanzia di una piena inclusione sociale è fondamentale per migliorare la coesione territoriale, per aiutare la crescita dell’economia e per superare diseguaglianze profonde, ulteriormente accentuate dalla pandemia. Il sistema di Certificazione della parità di genere è stato istituito con la legge di Bilancio 2022 e la Legge n. 162 del 5 novembre 2021, contenente le modifiche al Codice delle pari opportunità tra uomo e donna, di cui al D.Lgs. 11 aprile 2006, n. 1985. Il Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le pari opportunità n.152 del 29 aprile 2022 stabilisce i parametri minimi per il conseguimento della certificazione che sono quelli già definiti dalla Prassi di riferimento UNI/PdR 125:2022, contenente “Linee guida sul sistema di gestione per la parità di genere che prevede l’adozione di specifici KPI, inerenti alle politiche di parità di genere nelle organizzazioni” e successive modifiche o integrazioni.

Le suddette Linee Guida indicano la direzione da intraprendere per avviare un percorso sistemico di cambiamento culturale che, muovendosi dal rispetto all’applicazione concreta dei principi costituzionali di parità ed uguaglianza, giunga all’adozione di politiche economiche e fiscali mirate per favorire l’ingresso e la permanenza delle donne nel mercato del lavoro. Ed allo stesso tempo, forniscono i primi chiarimenti sugli elementi da prendere in considerazione per la certificazione della parità di genere. Le linee Guida della UNI/PDR125 prevedono che l’azienda deve nominare un Comitato della Parità e un Coordinatore, Responsabile della parità.

La normativa italiana sulla certificazione della parità di genere prevede, quindi,  un percorso chiaro verso il quale le aziende si dovranno dirigere ovverosia  creare pian piano un settore autonomo della Parità di genere, una  strategia a lungo termine, che  verrà affidato ad una figura che già viene indicata a grande linee dalla stessa UNI/PDR 125/2023 che è la figura della Gender Equality Officer (“Responsabile per la parità di genere”).

La Figura professionale della Gender Equality Officer sarà necessaria nelle aziende e può essere interna oppure esterna, si sta affacciando per questa figura l’approccio di Temporary Manager.

  A cura di Danila Di Stefano, Responsabile ufficio legale DRET SYSTEM